Relitto del “Bengala” o “Chico”

L’immersione sul relitto del “Bengala”, affettuosamente Chico, inizia scendendo lungo la catena che trattiene una delle boe, che limitano l’Area Marina Protetta di Isola di Capo Rizzuto, a cui la barca si ancora.

 

Tipo: nave mista
Anno di costruzione: 1872
Nazionalità: italiana
Lunghezza: 74,97
Larghezza: 9,57
Data affondamento: 30 aprile 1889
Causa dell’affondamento:  
Carico: carico misto tra cui bottiglie presenti
Profondità minima: 20
Profondità massima: 28
Fondo: sabbia e roccia
Difficoltà: media

 

Già a -15 si lascia la catena e si procede, mentre aumenta la profondità, pinneggiando lentamente verso il relitto che, dopo pochi minuti, appare sul fondo all’orizzonte.

“Sforando” un po’ la curva di sicurezza, siamo a -28, è possibile in una sola immersione fare un giro lungo tutto il relitto passando anche un po’ di tempo a fotografare le grosse cernie che lo hanno colonizzato.
Tenendosi il relitto a sinistra, si procede verso la poppa e la grande elica, che fa ancora bella mostra di se. Girando intorno alla poppa si procede verso la bella caldaia, che troneggia al centro del relitto, con sopra una statua della Madonna, collocata da un padre in memoria del figlio apneista. Pinneggiando verso la caldaia è già possibile incontrare le prime cernie.

Mentre si percorre il relitto è d’obbligo osservare in ogni buco ed in ogni anfratto: cernie, scorfani e spirografi attendono i fotografi per essere immortalati. Da qui verso prua lo scafo è molto meno riconoscibile ed il computer sicuramente avrà già annunciato l’entrata in deco….è ora di risalire.
Stessa strada percorsa all’andata con la sola differenza di una traiettoria a risalire in modo da giungere sulla catena d’ancora a -10 e dare corso alle procedure di deco o sosta di sicurezza.

La galleria delle foto del Bengala

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