Santa Marinella – Relitto del Liburna

Molta corrente, ma ottima visibilità” ci hanno urlato dal gommone che si allontanava per lasciare, a noi che ci avvicinavamo, la possibilità di ancorarci alla boa.

La discesa lungo la cima ci ha sorpresi sin dai primi metri: la visibilità è praticamente nulla, non si vede che a mezzo metro di distanza……ci hanno fatto uno scherzo! Eppure sono solo le 18.00 di un caldo pomeriggio d’agosto!
Il Liburna si delinea, illuminato dalla torcia, solo intorno ai -37 mt; lasciata la cima iniziamo a costeggiare il fianco sinistro dello scafo ricoperto da parabordi ricavati da gomme di camion. Raggiungiamo le eliche, le aggiriamo e ci dirigiamo verso la cabina di comando: semplici ed immediati l’accesso ed un giretto all’interno, per poi uscirne attraverso i vani dei vetri. Nonostante il “buio” e la visibilità limitata al fascio di luce della torcia, non è stato impossibile scorgere, attraverso le diverse fessure incontrate, qualche aragosta, astice ed anthias.
Un tempo di fondo di circa 6 minuti fra i -38 e i -40 metri e l’aria in esaurimento ci impongono di rinunciare alla scoperta della prua e di cominciare la risalita per garantire la sosta di decompressione e quella di sicurezza.
Il fascino del mistero di un relitto e la sfortuna della visibilità assente mi ci riporteranno quanto prima.

Il Liburna è una posacavi affondata circa 30 anni fa con lo scopo di impedire ai pescherecci che facevano lo strascico di avvicinarsi troppo sotto costa. La sua posizione, in assetto di navigazione, è con la prua a ponente ad una profondità di circa 38 mt.

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