Ischia – Le immersioni

Ecco le principali immersioni da non farsi mancare a Ischia ….
Sant’Angelo

Il fato ha voluto che la mia prima immersione a Ischia si realizzasse in una parete che viene descritta su alcuni libri come la più bella foresta di paramunicee che il Mediterraneo possa offrire!
Sito sul versante meridionale dell’isola, Sant’Angelo rappresenta esso stesso un grosso isolotto, collegato alla costa da un istmo sabbioso.
Ricco di vari punti di immersione, caratterizzati da profondi pendii che dalla roccia sovrastante scendono ripidi sino a raggiungere a poche decine di metri dalla riva battimetriche superiori ai cento metri.
Una delle più belle pareti da visitare è sicuramente quella che si trova al termine della punta meridionale dell’isolotto, Punta del Montagnone, subito fuori dal frangiflutti del porto turistico.

Ancorata la barca sullo stretto sperone roccioso, iniziamo l’immersione lasciandoci a sinistra la parete, percorrendo un bel tratto ad una quota di circa -20 puntando poi decisi sulla nostra vera destinazione: la parete tra i -34 ed i -42.
Man mano che la profondità aumenta la parete si riempie di paramunicee e di eunicella cavolini, giallo e viola si mischiano facendo compagnia a spugne incrostanti. Non è raro incontrare qualche piccolo rametto di “corallo nero” e piccoli tentativi di ripopolamento di corallo rosso….
Quello che manca è il pesce! Togliendo il classico incontro con le castagnole nel primo tratto, ed qualche banco di alici….i locali parlano di pesce San Pietro e gattucci…di cui non se trovata traccia. Inusuale invece l’incontro verso i -30 di una granseola di notevoli dimensioni….
Purtroppo l’aria volge al termine e siamo obbligati ad invertire la rotta, anche per effettuare le soste che il computer solerte indica. E’ facile infatti uscire di curva, ma in questo caso la “sosta” di sicurezza si presenta anch’essa ricca di sorprese: piccoli spirografi, spuge interessanti, margherite di mare….divengono ottimi soggetti per qualche foto mentre trascorre il tempo imposto dal computer.
Il tempo…o l’aria, sono finiti e con loro anche una bella immersione, sicuramente da non perdere e da ripetere!

 

La Nave

La legenda vuole che lo scoglio che ci viene incontro mentre da Forio facciamo rotta verso Sant’Angelo sia la nave cementata di Ulisse, colpita da maledizione….per altri invece rappresenta un ferro da stiro.. comunque è un altro bel punto per un’immersione facile.
Con il fondo di sabbia a circa -29 appare evidente che non si corre il rischio di scendere troppo..
Affrontiamo l’immersione mantenendo la parete a destra e seguendo l’andamento dello scoglio scendiamo lentamente verso il primo archetto che si presenta a poca profondità. Dopo l’arco, sulla destra si apre un’altra grotticella che sbuca con un sifone qualche metro più in alto. Le pareti sono ricche di eunicella cavolini, molte margherite di mare, qualche piccolo spirografo. Continuiamo a scendere sino a raggiungere a -28 una sorta di fenditura nella roccia, non definibile come grotta, ove è facile incontrare aragoste ed una bella nuvola di gamberi.
Il fondo è raggiunto!! A questo punto non resta che la lenta risalita scrutando in ogni piccolo affranto o buco alla ricerca di una murena, di un’aragosta o di belle pareti ricoperte di margherite.

 

La secca Bell’ommo

Di fronte alla costa di Forio, dopo una quindicina di minuti di navigazione, si giunge ad una secca ove è possibile fare più di un’immersione.
Il sito è caratterizzato dalla presenza di cocci di anfore ed ancore di epoca romana, testimonianza di come a quei tempi doveva essere destinato all’ancoraggio in rada delle navi utilizzate per il trasporto di merci.
La secca è anche luogo ideale per pesci di passo come tonni e barracuda, nonché rifugio per cernie, labridi e saraghi, senza dimenticare: dentici e ricciole. Gorgonie e parazohantus hanno colonizzato le pareti che degradano lentamente verso il fondo a -35m.

 

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